Mia

Durante la mia vita da studentessa a Roma ho lavorato come cameriera in un bar dei Parioli.
Il proprietario, un certo Carota, si interessava particolarmente riguardo all´abbigliamento e al make-up delle sue dipendenti e giudicava opportuno che queste si mostrassero appetibili e sexy alla clientela.
Ecco perché il Carota, oltre a preferire la gonna al pantalone, voleva che le sue cameriere avessero preferibilmente trucco, specialmente il rossetto che, a suo avviso, esaltava le mie labbra carnose.
Il rossetto doveva però essere identico a quello usato dall’altra cameriera, la più anziana Adriana, che sembrava gradire particolarmente la politica del Carota. Adriana era alta e bionda, eoltre a servire ai tavoli come cameriera, doveva intrattenere cinquantenni molesti.
Ogni cliente di sesso maschile sembrava mostrare una predisposizione alla molestia sessuale e una sera, trovandomi da sola nella parte più privata del locale, scopro una cliente mentre fa un pompino ad un caro amico del Carota che, senza scomporsi minimamente mi sorride e mi dice di andare a chiamare il propretario.
Infuriata mi dirigo verso il Carota e lo invito a salire: “Vai! Il tuo amico ti sta aspettando di sopra…” dico con tono sprezzante mentre la moglie del Carota mi si avvicina per sapere perché al tavolo 5 nessuno ha ancora portato da bere.